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lunedì 30 agosto 2010

Maestri bambini

Siamo a un passo dal ritorno totale alla routine quotidiana, il lavoro che ci sommerge, le incombenze di tutti i giorni a sovrastarci, le preoccupazioni, il domani eccetera...

Quale momento migliore per riflettere su come non cascare nella trappola del superimpegno e dello stress?

Se parti con il piede giusto, dopo il rientro dalla pausa estiva, hai più chances di iniziare un'annata virtuosa.

Il primo vero problema è che, da adulti, siamo diventati troppo seri, a scapito della gioia e delle altre meravigliose esperienze che la vita può offrirci.

Ci dimentichiamo di sorridere, di goderci la bellezza del presente, inseguiamo un obiettivo dietro l'altro confondendo la nostra capacità di provare soddisfazione per i risultati.

Eppure, siamo stati bambini capaci di stupore, gioia, senso del presente, e quelle capacità non le abbiamo mai perse, sono solo sepolte in noi.

Come possiamo riportarle in superfice?


La prima cosa è osservare come eravamo, quindi osservare i bambini e renderli nostri maestri.

Meastri di cosa?

  • Maestri di fiducia: non c'è cinismo in loro, non si aspettano disappunto, la loro fiducia negli altri e nel mondo è innata.
  • Maestri di incanto: vedono con occhi nuovi e restano stupiti di fronte a cose che per noi adulti non superano più la soglia della nostra indifferenza.
  • Maestri del qui ed ora: non esiste futuro e passato, proprio in senso cognitivo, ma questo ha ricadute importanti da un punto di vista psicologico e quindi nel loro atteggiamento verso la vita.
  • Maestri di libertà: non hanno ancora imparato a preoccuparsi di cosa gli altri pensano di loro, perciò dicono e fanno ciò che davvero sentono.
La bella notizia è che l'innocenza del bambino è ancora presente in te, con la capacità di sintonizzarti in modo positivo con le persone e l'ambiente.

Ecco cinque modi per imitare i nostri maestri bambini:
  1. Sii presente: cioè segui con piena consapevolezza ogni cosa che fai, concentra la tua mente in ogni minima azione del tuo corpo mentre lavori o svolgi qualche mansione, stai con tutta la tua persona in ciò che ti accade, non scinderti, non permettere alla tua mente di stressarti con fantasie assurde mentre agisci, muovi le mani e pensa che stai muovendo le mani, osservale, rendi la mente il segugio del tuo corpo
  2. All'avventura: puoi esplorare solo se non l'hai mai fatto prima; eppure ogni esperienza può essere vista da una nuova prospettiva e ripercorsa come se fosse la prima volta; prova a rifare qualcosa prestando attenzione a ogni dettaglio e scovando i particolari che prima non avevi mai notato
  3. A crepapelle: ridi, sorridi, sghignazza, scompisciati, guarda i cartoni, un film di Totò, vai a teatro, balla il Waka Waka, scrollati il cappotto di adulto e lascia la tua pancia vibrare con sonore risate!
  4. E ora si gioca: ti ricordi i giochi che ti piacevano durante la tua infanzia? Andare in bici? Arrampicarti su un albero? Saltare dai muri? Forse c'è stato il periodo delle bambole, del Lego, dei soldatini, ma qualsiasi cosa puoi ricordare di quel periodo segnatela e poi dedica un momento della tua settimana, anche solo per dieci minuti, a rifarla per riassaporare un gusto che soprendentemente tornerà a riempire la tua bocca
  5. A perdifiato: questa cosa andrebbe al primo posto, perché i bambini hanno la malattia del correre, e dico malattia perché se c'è un gruppo di bambini e uno di essi parte in quarta per una bella sgambettata, è sicuro che tutti gli altri, gridando come ossessi, inizieranno a correre da ogni parte, contagiati, perciò corri, corri come fanno loro, per nessun motivo, non devi arrivare da nessuna parte, devi solo sentire la tua voce allargarsi mentre gridi e l'aria sul viso mentre la tagli
 Cosa senti quando riesci a metterti in contatto con la bambina o il bambino in te? Quali importanti lezioni riesci a trarne? Condividi la tua esperienza nei commenti.

2 commenti:

  1. Quando mi connetto col mio io bambino mi viene voglia di mangiare cioccolata, patatine o altre 'schifezze', oppure di mollare tutto quello che ho da fare e infilare una collana con i colori che ho visto in una vetrina, in pratica di giocare.
    Come si fa a tenere la mente connessa col corpo? Quando devo compiere azioni ripetitive, ad esempio i lavori domestici o altre incombenze noiose, o se sono in macchina in coda, lo faccio di proposito a pensare ad altro o immaginare altre cose da organizzare, per risparmiare tempo e noia. E non mi dire anche tu di farle fare a qualcun altro le cose che mi pesano! Ciao

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  2. Grazie dell'intervento, Amina. C'è la parte bambina e c'è la parte adulta. Quando eravamo piccoli i genitori o chi per essi si prendevano cura di noi, oggi tocca a noi stessi. Lascia che la tua parte adulta si prenda cura della tua parte bambina, come faresti con una figlia. E quando hai da fare le cose che ti pesano, pensa al valore che otterrai dal farle: una casa pulita e curata è un obiettivo dignitoso che vale la fatica, una coda in macchina per qualcosa di importante va fatta. Tocca solo a noi dare valore alle cose che facciamo.

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