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venerdì 23 aprile 2010

istruzioni per tentare di cambiare senza riuscirci


Tempo fa una persona di mia conoscenza, una vita da sportiva di buon livello, mi raccontò di essere preoccupata perché in seguito ad alcuni interventi chirurgici non avrebbe potuto più praticare i suoi sport e questo per una persona sempre impegnata, diceva, era motivo di paura.

Paura di non sapere come impiegare il tempo.

Discutendo di possibili alternative, prendemmo in considerazione tutte quelle attività fisiche "dolci" come lo yoga, le ginnastiche posturali, le tecniche di respirazione se non addirittura di meditazione, per non sollecitare troppo il corpo.

Ma queste proposte non suscitarono alcun entusiasmo in lei, anzi, ho paura che dopo un po' che sono lì a muovermi lentamente e a fare tutte quelle pratiche mi possa stancare e annoiare, a stare troppo ferma tutto quel tempo, mi spiegò.

Concluse dicendo che avrebbe aumentato il suo impegno in pratiche come il ricamo e la cucina, ma senza esagerare perché capirai, senza più muovermi poi metto su troppi chili.

Ho sentito spesso discorsi simili in cui a una persona si prospetta la possibilità di fare qualcosa che apparentemente soddisferebbe i suoi bisogni e che non comporta l'acquisizione di chissà quali abilità.

Ma questa persona poi finisce per non fare quella cosa adducendo motivazioni che agli altri suonano un po' come giustificazioni per mascherare una sostanziale mancanza di volontà.

Perché molte persone non riescono a mettere in atto o a mantenere con costanza alcuni comportamenti?


Diete, sport, training psicofisici, metodi per gestire il tempo, hobbies, quante di queste attività vengono intraprese o anche solo immaginate ma poi vengono abbandonate, lasciando un silenzioso senso di sconfitta?

A sentire certe "ricette" comportamentali si resta davvero coinvolti: chi ti promette di raggiungere certi risultati in tot giorni, chi ti spiega passo dopo passo come realizzare qualcosa, chi ti dimostra gli incredibili benefici che potresti ottenere facendo ogni giorno per pochi minuti - diamine, sono solo pochi minuti, cosa ti costerà mai?! - un certo esercizio, ascoltando una certa registrazione audio o sedendoti a visualizzare con l'immaginazione scenari meravigliosi.

Eppure quante di queste attività vengono "smarrite" per strada, altre intraprese a fatica resistono - con molto sforzo! - per poco tempo, altre ancora non vengono neanche iniziate.

Se guardiamo alle azioni richieste da queste attività notiamo che si tratta di comportamenti facilissimi da mettere in atto.

Ma perché nonostante la facilità molti smettono, si sforzano da matti o - come la mia conoscente - non riescono neanche a iniziare?

L'equivoco in cui si cade è dovuto alla differenza tra comportamento e contesto.

I comportamenti richiesti da queste attività saranno anche semplicissimi.

Ma apprendere un comportamento non è lo stesso che apprendere un contesto.

Certi comportamenti possono essere adottati solo se consonanti al contesto costituito dalla persona che li attua.

Il contesto di una persona è la sua sfera di valori, idee, immagine di sé, visione del mondo, prospettiva futura.

Ecco perché tutta la manualistica sulle "ricette" per vivere meglio di fatto alla lunga non funziona se non per pochissimi eletti che in realtà vivevano già bene prima.

La mia conoscente sa di avere le caratteristiche per fare yoga o Tai Chi Chuan o Pilates per non affaticare il corpo, ma dice di non riuscire a stare ferma tutto quel tempo o a muoversi troppo lentamente senza annoiarsi.

Invece il ricamo e la cucina collimano perfettamente con una parte considerevole della sua autoimmagine di moglie, madre e casalinga.

Si può dire che cambiamo comunque solo nei confini della nostra autoimmagine.

Insomma, il classico non fa per me non è affatto dovuto a mancanza di volontà ma dipende da quali contesti abbiamo appreso.

Fare qualcosa che comporta movimenti lenti, consapevolezza del respiro, controllo dell'energia trattenuta, vuol dire vivere cercando un'armonia con l'ambiente, voler stare molto a contatto con la nostra dimensione profonda, cercare il distacco dal "rumore" esterno e dai condizionamenti frenetici della vita.

Ma per le persone che non hanno dimestichezza con la propria dimensione interiore, e che valutano la qualità della loro vita in base ad altri fattori questi comportamenti, queste attività non possono che provocare disagio, anche se promettono di soddisfare importanti bisogni.

Coloro che intraprendono certe attività prima o poi si trovano davanti alla necessità di cambiare parti di sé che hanno a che fare con la sfera dei valori, con l'immagine di se stesse, con la filosofia di vita alla base di quel dato comportamento.

Nessuna dieta, nessun training, nessuna formula magica vi aiuta a riflettere su questo, esse gridano soltanto la loro capacità di soddisfare certi bisogni - cosa che fanno, non c'è dubbio - senza specificare qual è il prezzo in termini di cambiamento personale che bisogna pagare.

L'unico prezzo chiaro - e ci mancherebbe altro! - è il il loro costo come prodotti per il vostro miglioramento.

Perciò, se pensate di provare un nuovo metodo o di risolvere un vostro problema con una tecnica rivoluzionaria, se sognate di usare un sistema innovativo per riorganizzare la vostra vita lavorativa o privata, chiedetevi se quel metodo, quella tecnica o quel sistema rispecchi i vostri valori, la vostra immagine di voi stessi.

E nel caso decidiate di provare comunque, preparatevi a cambiare non solo i comportamenti, ma le idee, i valori, i sentimenti, le relazioni e la vostra idea di futuro.

Altrimenti l'unica cosa che cambierà sarà il saldo del vostro conto.

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