Qual è il contrario di litigare?
Soprattutto nelle relazioni significative, dove c'entra l'amore, l'amicizia, la convivenza, la parentela, la condivisione professionale, tutte situazioni ricche di occasioni per beccarsi, in che direzione andare per evitare il conflitto e trovare l'equilibrio?
Il buon senso, non sempre buono, direbbe di concentrarsi sulla generosità, sull'altruismo, sul volere il bene dell'altro.
Ma funziona davvero?
Lo farebbe se fosse incondizionato, però quasi sempre questa generosità, questo altruismo e questo volere il bene altrui si intendono implicitamente reciproci.
E se una cosa è reciproca per condizione allora non è più incondizionata.
In pratica, è un baratto, e un baratto - come qualsiasi transazione economica - comporta il controllo ossessivo del corrispettivo: se io ti do tanto, anche tu dovrai darmi altrettanto, e se non lo fai apriti Cielo!
Il battibecco nella relazione emerge in sostanza quando uno dei due si sente frustrato o ha delle aspettative.
Invece di fare una chiara richiesta sul modello del faresti questo? si vagheggia che l'altro ci legga nel pensiero e lo faccia, per di più senza avere nulla in cambio.
Torniamo ai contrari, e partiamo proprio dal voler bene e dalla generosità.
Sull'altro lato della medaglia dovremmo trovare odio e avarizia.
Ed è chiaro che stare sul lato buono è meglio, ma neppure è possibile forzare la propria pancia a non torcersi quando non sentiamo equità nello scambio naturale del dare e avere.
Il dare e avere della vita e delle relazioni però non è esattamente la stessa cosa di quello delle relazioni economiche pure e semplici.
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domenica 28 settembre 2014
sabato 5 aprile 2014
Manuale di gestione (retorica) dei conflitti
L'essere umano è davvero la creatura più evoluta del pianeta.
Talmente evoluta da riuscire a fare due cose, importantissime per la stessa sopravvivenza.
La prima è intercettare le fesserie dei propri simili.
Crescendo, tutti noi sviluppiamo questa sorta di radar in grado di riconoscere bugie, mezze frasi, tentativi di manipolazione.
Lo costruiamo man mano, lo perfezioniamo col tempo, lo portiamo alla massima efficacia.
Ma non tutti riescono a conservarlo,
Perché l'essere umano ha anche bisogno di relazioni.
Di stare con gli altri, e con alcuni di essi starci molto tempo e molto vicino.
Così, la probabilità che il radar intercetti le fesserie di questi altri, vicini e lontani, è alta.
E qui entra in gioco la seconda cosa importantissima per la nostra sopravvivenza.
Col tempo, infatti, impariamo anche ad allontanare da noi tutto ciò che possa farci dubitare di noi stessi, della nostra integrità, che possa mettere a rischio la nostra autostima.
Compresi i radar dei nostri simili, quando intercettano le fesserie che ci servono per non metterci in discussione.
Perciò, utilizziamo tutti gli stratagemmi che il linguaggio e la retorica ci offrono pur di mettere in dubbio il radar degli altri, e allontanare ogni dubbio da noi.
Per questo i radar di alcune persone si danneggiano, sotto i colpi retorici delle persone a loro legate, dei partner, degli amici intimi, dei parenti stretti.
Chiedere gli uni agli altri di smantellare il proprio radar anti-fesserie in nome della reciproca amicizia, parentela, amore e qualsiasi altra sfumatura sentimentale finisce per negare quegli stessi sentimenti.
Se c'è una cosa che la specie umana ha sviluppato al massimo grado, è la capacità di indurre l'altro a dubitare delle proprie posizioni, e l'ha sviluppata tramite una serie di tecniche ben precise.
Alcune di esse sono indipendenti dal contenuto delle conversazioni umane, si possono usare come attrezzi buoni per tutti gli usi.
Altre sono invece più complesse e sopraffine, non si limitano a rispondere alle eventuali critiche ricevute dal radar del nostro interlocutore, ma vanno a ristrutturare il rapporto stesso, ci servono per metterci al di sopra e al di fuori del gioco, della discussione, della relazione stessa, se è il caso, come a dire solo un perdente potrebbe vedere quello che ci stiamo dicendo come una partita in cui uno vince e l'altro perde, e poiché io non lo sto facendo, è evidente che lo stai facendo tu e che quindi hai perso.
Purtroppo sono anche molto efficaci, perché mimano l'autenticità.
Forse ci sono anche situazioni nelle quali potrebbe essere lecito usarle.
Se però diventano un formulario stabile, un manuale di gestione retorica dei conflitti, vuol dire che non riusciamo più a sopportare neanche per un minuto la possibilità di essere in errore.
Cioè di farci carico dell'errore e cambiare in meglio.
Talmente evoluta da riuscire a fare due cose, importantissime per la stessa sopravvivenza.
La prima è intercettare le fesserie dei propri simili.
Crescendo, tutti noi sviluppiamo questa sorta di radar in grado di riconoscere bugie, mezze frasi, tentativi di manipolazione.
Lo costruiamo man mano, lo perfezioniamo col tempo, lo portiamo alla massima efficacia.
Ma non tutti riescono a conservarlo,
Perché l'essere umano ha anche bisogno di relazioni.
Di stare con gli altri, e con alcuni di essi starci molto tempo e molto vicino.
Così, la probabilità che il radar intercetti le fesserie di questi altri, vicini e lontani, è alta.
E qui entra in gioco la seconda cosa importantissima per la nostra sopravvivenza.
Col tempo, infatti, impariamo anche ad allontanare da noi tutto ciò che possa farci dubitare di noi stessi, della nostra integrità, che possa mettere a rischio la nostra autostima.
Compresi i radar dei nostri simili, quando intercettano le fesserie che ci servono per non metterci in discussione.
Perciò, utilizziamo tutti gli stratagemmi che il linguaggio e la retorica ci offrono pur di mettere in dubbio il radar degli altri, e allontanare ogni dubbio da noi.
Per questo i radar di alcune persone si danneggiano, sotto i colpi retorici delle persone a loro legate, dei partner, degli amici intimi, dei parenti stretti.
Chiedere gli uni agli altri di smantellare il proprio radar anti-fesserie in nome della reciproca amicizia, parentela, amore e qualsiasi altra sfumatura sentimentale finisce per negare quegli stessi sentimenti.
Se c'è una cosa che la specie umana ha sviluppato al massimo grado, è la capacità di indurre l'altro a dubitare delle proprie posizioni, e l'ha sviluppata tramite una serie di tecniche ben precise.
Alcune di esse sono indipendenti dal contenuto delle conversazioni umane, si possono usare come attrezzi buoni per tutti gli usi.
Altre sono invece più complesse e sopraffine, non si limitano a rispondere alle eventuali critiche ricevute dal radar del nostro interlocutore, ma vanno a ristrutturare il rapporto stesso, ci servono per metterci al di sopra e al di fuori del gioco, della discussione, della relazione stessa, se è il caso, come a dire solo un perdente potrebbe vedere quello che ci stiamo dicendo come una partita in cui uno vince e l'altro perde, e poiché io non lo sto facendo, è evidente che lo stai facendo tu e che quindi hai perso.
Purtroppo sono anche molto efficaci, perché mimano l'autenticità.
Forse ci sono anche situazioni nelle quali potrebbe essere lecito usarle.
Se però diventano un formulario stabile, un manuale di gestione retorica dei conflitti, vuol dire che non riusciamo più a sopportare neanche per un minuto la possibilità di essere in errore.
Cioè di farci carico dell'errore e cambiare in meglio.
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giovedì 27 febbraio 2014
L'amore ai tempi della complessità
Com'è cambiato l'amore, in questi tempi così profondamente rivoluzionati dalle innovazioni tecnologiche, dalle rivoluzioni politiche, sociali, civili, dalla globalizzazione, in un mondo interconnesso, dove i muri faticano a stare in piedi e i dogmi a resistere al domani?
È più facile, nell'era di internet, dei social, dei viaggi, degli scambi culturali, sentirsi emotivamente e psicologicamente più liberi nei confronti dell'amore, c'è davvero più libertà nei costumi, o in fatto di sentimenti siamo rimasti ancora molto simili ai nostri antenati delle caverne?
Lo sviluppo e l'evoluzione umana sembrerebbero andare di pari passo con l'elasticizzazione delle norme sociali.
È un dato di fatto che le regole morali concernenti i rapporti amorosi abbiano sempre più allargato le loro maglie, e il divorzio è solo il più evidente dei cambiamenti in quest'ambito.
Accade per esempio che in una società ancora troppo maschilista tuttavia le mogli abbiano una libertà di vivere relazioni personali molto più ampia di quanto fosse possibile e concepibile anche solo cinquant'anni fa.
Il nostro paese, divenuto ormai meta ambita di immigrati, è anche teatro di episodi incresciosi, nei quali persone che appartengono a culture fortemente monogame e oppressive della libertà personale diventano poi protagoniste di tragedie e lutti, trovandosi in un contesto di maggiore libertà relazionale come il nostro.
Anche i rapporti extraconiugali, pur biasimati dalla vox populi, in pratica non comportano più alcun problema legale, almeno nella nostra società, e all'eventuale adultero tutt'al più tocca subire una tiratina d'orecchie.
Persino il fatto che in questa frase io abbia usato la formula rapporto extraconiugale è un segno dei tempi, e questo tipo di fenomeno non viene più denominato come tradimento o adulterio, almeno non da parte di chi osserva il fenomeno in modo neutrale, come può fare uno studioso.
Questo approccio al tema però ci fa sfuggire una innegabile verità: gli esseri umani, sin da epoche molto remote del loro sviluppo, sono sempre stati in grado di avere rapporti sessuali e amorosi con più di una persona nello stesso tempo.
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venerdì 7 febbraio 2014
L'anima del San Valentino
Tra una settimana arriverà quello che per alcuni è il migliore, per altri il peggiore, per altri ancora il più incasinato giorno dell'anno.
Sto parlando di San Valentino, certo.
E anche chi si vanta di non festeggiarlo, di non farsi condizionare, o addirittura di essere una persona che celebra l'amore trecentosessantacinque giorni all'anno, in realtà tra una settimana farà una piccola o grande riflessione sull'amore.
Non sono solo i calendari stampati a riportare la ricorrenza, è il nostro stesso calendario emotivo a lampeggiare.
Nessuno di noi può chiudere definitivamente il discorso con l'amore e questa giornata fa da promemoria.
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lunedì 23 dicembre 2013
Il senso del Natale: come cercarlo, come trovarlo, che cosa farne
Una delle chiavi più potenti per aprire le porte al benessere, a relazioni personali soddisfacenti e alla pace mentale sta nell'esprimere e sperimentare la gratitudine.
Qualcosa però ci trattiene dall'essere più grati di quanto di solito riusciamo a essere.
E in questa fase della vita del genere umano, la continua attenzione a ciò che non abbiamo va a scapito di ciò che invece già c'è e che dovremmo apprezzare di più.
Certi atteggiamenti sono incompatibili con l'espressione della gratitudine, in primis l'essere concentrati sui valori materiali.
Anche se alcune persone riescono a liberarsi da questa trappola durante il loro percorso di vita, per tutti gli altri c'è un unico momento di chiarezza, che illumina definitivamente il senso d'inutilità di questa ricerca di beni materiali, di accumulo, di spasmodica caccia a ciò che potremmo possedere.
Ed è un momento che nessuno può raccontare: il momento del trapasso.
Per fortuna, Charles Dickens ebbe la folgorante idea di provare a raccontare, col pretesto del Natale, che cosa sia il senso della vita dopo che essa è trascorsa.
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venerdì 23 agosto 2013
A che punto sono le tue relazioni? Cinque domande per scoprirlo
Che cos'è che minaccia più spesso la tua calma e la tua felicità?
Nove volte su dieci, la radice dell'irrequietezza, dello stress e della mancanza di serenità si annida nelle relazioni.
Tra figli che fanno impazzire, genitori troppo oppressivi, superiori arroganti, partners egoisti e amici che scompaiono per troppo tempo, ce n'è abbastanza per sentirsi frustrati, arrabbiati, sempre sul piede di guerra.
E se ne parli ti senti anche dire che è normale non poter evitare incomprensioni, disaccordi e sentimenti di sconforto quando si ha a che fare con le altre persone che gravitano nella nostra vita.
Ma normale non è l'aggettivo giusto, perché ciò che percepiamo non è affatto un senso di normalità, bensì di fortissima anomalia.
Che poi le difficoltà relazionali facciano parte di ogni esperienza di vita è una considerazione sì accettabile, in quanto razionale, ma per nulla consolante.
Quando abbiamo un problema con una persona cara o vicina, spesso la prima reazione è attribuirle la colpa del problema.
Gli altri sarebbero responsabili dei nostri sentimenti e delle nostre reazioni.
Il loro cattivo modo di porsi ha fatto scattare in noi questo senso di tragedia.
In realtà, a ognuno di noi è dato pieno potere di governare la salute di ogni relazione, e ci si può prendere carico del rapporto anche in maniera unilaterale, come spesso accade quando accettiamo con pazienza che l'altra persona a noi cara, magari in un momento difficile, si comporti con noi con poco riguardo e ci passiamo sopra, anzi, l'aiutiamo a venirne fuori.
Però il tema delle relazioni è ineludibile, perché dal loro stato dipende la nostra felicità a lungo termine.
Il nostro primo interesse è attivarci per tenere in buona vita i nostri rapporti, cominciando da noi stessi e senza aspettare dall'altra persona cambiamenti che non possiamo imporre né decidere dall'esterno.
Il bello è che le relazioni sono contagiose, e se uno dei due membri attua un cambiamento, immediatamente esso si riverbera sull'altro.
Il segreto è contagiarsi a vicenda con costruttività.
Naturalmente, a nessuno viene in mente di lavorare alla relazione quando tutto fila liscio.
L'allarme scatta al sorgere di ogni minimo conflitto.
E lì le prime reazioni automatiche possono essere fatali.
Ma quali sono i possibili problemi all'interno di una relazione umana?
Nove volte su dieci, la radice dell'irrequietezza, dello stress e della mancanza di serenità si annida nelle relazioni.
Tra figli che fanno impazzire, genitori troppo oppressivi, superiori arroganti, partners egoisti e amici che scompaiono per troppo tempo, ce n'è abbastanza per sentirsi frustrati, arrabbiati, sempre sul piede di guerra.
E se ne parli ti senti anche dire che è normale non poter evitare incomprensioni, disaccordi e sentimenti di sconforto quando si ha a che fare con le altre persone che gravitano nella nostra vita.
Ma normale non è l'aggettivo giusto, perché ciò che percepiamo non è affatto un senso di normalità, bensì di fortissima anomalia.
Che poi le difficoltà relazionali facciano parte di ogni esperienza di vita è una considerazione sì accettabile, in quanto razionale, ma per nulla consolante.
Quando abbiamo un problema con una persona cara o vicina, spesso la prima reazione è attribuirle la colpa del problema.
Gli altri sarebbero responsabili dei nostri sentimenti e delle nostre reazioni.
Il loro cattivo modo di porsi ha fatto scattare in noi questo senso di tragedia.
In realtà, a ognuno di noi è dato pieno potere di governare la salute di ogni relazione, e ci si può prendere carico del rapporto anche in maniera unilaterale, come spesso accade quando accettiamo con pazienza che l'altra persona a noi cara, magari in un momento difficile, si comporti con noi con poco riguardo e ci passiamo sopra, anzi, l'aiutiamo a venirne fuori.
Però il tema delle relazioni è ineludibile, perché dal loro stato dipende la nostra felicità a lungo termine.
Il nostro primo interesse è attivarci per tenere in buona vita i nostri rapporti, cominciando da noi stessi e senza aspettare dall'altra persona cambiamenti che non possiamo imporre né decidere dall'esterno.
Il bello è che le relazioni sono contagiose, e se uno dei due membri attua un cambiamento, immediatamente esso si riverbera sull'altro.
Il segreto è contagiarsi a vicenda con costruttività.
Naturalmente, a nessuno viene in mente di lavorare alla relazione quando tutto fila liscio.
L'allarme scatta al sorgere di ogni minimo conflitto.
E lì le prime reazioni automatiche possono essere fatali.
Ma quali sono i possibili problemi all'interno di una relazione umana?
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domenica 28 luglio 2013
Paura dell'intimità: che cos'è, da dove viene, come vincerla
Hai incontrato qualcuno ed è stato subito un fuoco d'artificio di gioie.
Succede, e prima che te ne renda conto sei nel più profondo degli innamoramenti.
Ogni cosa che questa persona dice o fa ti tiene col fiato sospeso, capovolge la tua visione del mondo, ti infetta positivamente.
Che cos'è questa pienezza e questa vitalità, ti chiedi, e la risposta sta nella vicinanza con lui o lei.
Sono molte le storie che cominciano così e che proprio per questo conducono i protagonisti a impegnarsi.
Matrimoni o relazioni durature di convivenza, poco importa la forma.
E molte di queste vite di coppia devono confrontarsi, col passare degli anni, con le inevitabili differenze che sorgeranno.
Come tutte le cose che accadono poco alla volta, i protagonisti della coppia non se ne accorgono subito, eppure la distanza tra i due può crescere fino a lasciarli storditi quando poi se ne rendono conto.
Rischio anche il luogo comune, nel parlarne: è la classica situazione nella quale poi ci si chiede dove sia finita quella persona che toglieva il fiato, stravolgeva il mondo e iniettava felicità.
Succede, e prima che te ne renda conto sei nel più profondo degli innamoramenti.
Ogni cosa che questa persona dice o fa ti tiene col fiato sospeso, capovolge la tua visione del mondo, ti infetta positivamente.
Che cos'è questa pienezza e questa vitalità, ti chiedi, e la risposta sta nella vicinanza con lui o lei.
Sono molte le storie che cominciano così e che proprio per questo conducono i protagonisti a impegnarsi.
Matrimoni o relazioni durature di convivenza, poco importa la forma.
E molte di queste vite di coppia devono confrontarsi, col passare degli anni, con le inevitabili differenze che sorgeranno.
Come tutte le cose che accadono poco alla volta, i protagonisti della coppia non se ne accorgono subito, eppure la distanza tra i due può crescere fino a lasciarli storditi quando poi se ne rendono conto.
Rischio anche il luogo comune, nel parlarne: è la classica situazione nella quale poi ci si chiede dove sia finita quella persona che toglieva il fiato, stravolgeva il mondo e iniettava felicità.
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sabato 23 febbraio 2013
Relazioni efficaci? Impara dal tango
Da tre anni prendo lezioni di tango argentino e il risultato mi sorprende.
Non parlo del livello di perizia, del fascino di questo ballo, della fantastica immersione in una vera e proprio cultura altra.
In realtà, cioè che mi stupisce è che, oltre a imparare a dove mettere i piedi, sto imparando moltissimo sul modo in cui voglio stare in contatto, su come voglio entrare in connessione, su come essere io ma nello stesso tempo sentirmi con l'altro.
Sulla pista e nella vita.
Non c'è relazione umana che non possa migliorare prendendo spunto dalla comunicazione durante la danza.
Genitori, partners, colleghi, amici, tutti coloro che in qualche modo entrano in contatto con altre persone possono guardare le loro relazioni con occhi diversi, prestati dal tango argentino.
Non parlo del livello di perizia, del fascino di questo ballo, della fantastica immersione in una vera e proprio cultura altra.
In realtà, cioè che mi stupisce è che, oltre a imparare a dove mettere i piedi, sto imparando moltissimo sul modo in cui voglio stare in contatto, su come voglio entrare in connessione, su come essere io ma nello stesso tempo sentirmi con l'altro.
Sulla pista e nella vita.
Non c'è relazione umana che non possa migliorare prendendo spunto dalla comunicazione durante la danza.
Genitori, partners, colleghi, amici, tutti coloro che in qualche modo entrano in contatto con altre persone possono guardare le loro relazioni con occhi diversi, prestati dal tango argentino.
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domenica 10 febbraio 2013
Il miglior regalo per San Valentino
Se stai pensando a cravatte e profumi, fiori e cioccolatini, carte da regalo con l'impronta dei baci o scatole a forma di cuore sei fuori strada, benché non guastino.
Non ti piacerebbe invece trovare nel dono di San Valentino una maggiore vicinanza con la tua metà?
Il regalo ideale dunque consiste nel preparare un pacchetto con quattro livelli di intimità da offrire non solo nel giorno degli innamorati ma a partire da quel giorno, avendone cura.
Pronti per un grande San Valentino?
Non ti piacerebbe invece trovare nel dono di San Valentino una maggiore vicinanza con la tua metà?
Il regalo ideale dunque consiste nel preparare un pacchetto con quattro livelli di intimità da offrire non solo nel giorno degli innamorati ma a partire da quel giorno, avendone cura.
Pronti per un grande San Valentino?
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domenica 23 dicembre 2012
Come scegliere il regalo giusto e salvare la coppia
Scegliere regali è difficile, soprattutto in occasione del Natale, quando ci tocca farli a tante persone diverse nello stesso momento.
Per alcuni è addirittura motivo di stress, e ognuno affronta l'ardua impresa con strategie differenti e a volte originali.
I prudenti iniziano a preparare liste di possibili regali già alla fine dell'estate e buttano sempre l'occhio alle vetrine con mesi d'anticipo, ma raramente riescono davvero a completare tutti gli acquisti in tempo utile.
Altri invece aspettano proprio il 23 e il 24 fino all'ultimo minuto di apertura dei negozi e spesso sono i primi a sentirsi frustrati per la scelta poco soddisfacente dei regali.
Per tutti questi motivi, a ognuno di noi è capitato - e capiterà ancora - di ricevere regali sbagliati, inaspettati, lontani dai nostri gusti, insomma, regali che non ci piacciono.
Come reagire?
La questione non è banale, soprattutto quando lo scambio di regali sbagliati riguarda una coppia.
Come si modifica la percezione reciproca dei partners quando un regalo non centra i gusti del compagno o della compagna?
Gli americani sono abituati a non lasciar passare alcuna domanda senza trasformarla in un'occasione per fare un bell'esperimento psicologico, e diverse ricerche hanno esplorato il tema, rivelando a volte risultati controintuitivi.
Per esempio, il luogo comune vuole le donne più romantiche degli uomini, di conseguenza più sensibili a un eventuale errore nella scelta del regalo.
Il maschio pensa che uno sbaglio nel dono potrebbe essere interpretato come una mancanza d'attenzione se non addirittura d'amore.
Per converso, gli uomini sono visti banalmente come grandi bambini, ai quali basta regalare ciò che essi stessi manifestano di volere per renderli felici.
Purtroppo, altro luogo comune vuole la donna vestire il ruolo di nuova madre, e quindi approfittare del Natale per regalare al partner ciò che lei ritiene necessario per lui.
Uno degli studi più curiosi condotti oltreoceano risale a circa quattro anni fa, e ha prodotto risultati singolari rispetto alle aspettative.
Per alcuni è addirittura motivo di stress, e ognuno affronta l'ardua impresa con strategie differenti e a volte originali.
I prudenti iniziano a preparare liste di possibili regali già alla fine dell'estate e buttano sempre l'occhio alle vetrine con mesi d'anticipo, ma raramente riescono davvero a completare tutti gli acquisti in tempo utile.
Altri invece aspettano proprio il 23 e il 24 fino all'ultimo minuto di apertura dei negozi e spesso sono i primi a sentirsi frustrati per la scelta poco soddisfacente dei regali.
Per tutti questi motivi, a ognuno di noi è capitato - e capiterà ancora - di ricevere regali sbagliati, inaspettati, lontani dai nostri gusti, insomma, regali che non ci piacciono.
Come reagire?
La questione non è banale, soprattutto quando lo scambio di regali sbagliati riguarda una coppia.
Come si modifica la percezione reciproca dei partners quando un regalo non centra i gusti del compagno o della compagna?
Gli americani sono abituati a non lasciar passare alcuna domanda senza trasformarla in un'occasione per fare un bell'esperimento psicologico, e diverse ricerche hanno esplorato il tema, rivelando a volte risultati controintuitivi.
Per esempio, il luogo comune vuole le donne più romantiche degli uomini, di conseguenza più sensibili a un eventuale errore nella scelta del regalo.
Il maschio pensa che uno sbaglio nel dono potrebbe essere interpretato come una mancanza d'attenzione se non addirittura d'amore.
Per converso, gli uomini sono visti banalmente come grandi bambini, ai quali basta regalare ciò che essi stessi manifestano di volere per renderli felici.
Purtroppo, altro luogo comune vuole la donna vestire il ruolo di nuova madre, e quindi approfittare del Natale per regalare al partner ciò che lei ritiene necessario per lui.
Uno degli studi più curiosi condotti oltreoceano risale a circa quattro anni fa, e ha prodotto risultati singolari rispetto alle aspettative.
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domenica 2 dicembre 2012
Quando litigare fa rima con amare
Ogni coppia si trova periodicamente a discutere: soldi, sessualità, educazione dei figli, gestione del tempo e così via.
Il problema, per molte di queste coppie dalla discussione facile, non è il confronto d'opinioni, ma il fatto che le discussioni si trasformano in litigi senza risolvere la questione di partenza.
Simili disaccordi assumono la forma di una spirale e girano a vuoto anche per ore e ore.
La coppia che litiga arriva quasi sempre a un nulla di fatto, un impasse che non riguarda più un argomento di convivenza ma coinvolge i sentimenti, l'immagine e la stima reciproca, le intenzioni dell'uno verso l'altro.
Insomma, l'amore tra i due.
In realtà, questo incidente non capita in maniera lineare, ma spesso con il colpo di scena.
Moltissime coppie discutono - nel senso che confrontano le proprie idee - e arrivano a un passo dalla soluzione, ma poi qualcosa va storto e la discussione si tramuta in litigio.
Così le parole si fanno più rabbiose, i contendenti si mettono sulla difensiva, e alla fine si allontanano, o meglio, uno dei due decide che con te non si può parlare.
Questo naturalmente apre il baratro dell'incomunicabilità, della mancanza di un senso di vicinanza e affiatamento e quindi della ricerca di altre soddisfazioni, adulterio compreso.
venerdì 16 novembre 2012
Esiste il fascino del criminale?
Avrai senz'altro sentito parlare del delitto di Melania Rea e della recente condanna all'ergastolo di Salvatore Parolisi, suo marito, per omicidio.
Se hai prestato orecchio a questo tremendo fatto di cronaca, forse ti sarà capitato di sentire anche delle lettere che Parolisi, sin dalle prime custodie, ha iniziato a ricevere da diverse ammiratrici e che ha continuato a vedersi recapitare, ricorrendo anche a stratagemmi per comunicare con l'esterno, in barba ai provvedimenti cautelari.
Messaggi e lettere, con frasi come sono qui che ti aspetto o ti voglio bene, che hanno fatto discutere anche della fama di quest'uomo in materia di seduzione.
Se dunque sei al corrente di questo aspetto della vicenda, è facile che ti sia chiesto ma chi sono queste donne che scrivono a un criminale?
Qual è il fascino di un uomo che ha ammazzato la moglie?
Che cosa passa per la testa e per il cuore delle donne che gli si dichiarano?
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sabato 13 ottobre 2012
Capire gli altri: fino a che punto?
Se un amico tarda ad arrivare al vostro appuntamento, che cosa pensi?
Avrà avuto un contrattempo?
Il solito ritardatario?
Spero non gli sia successo qualcosa di grave?
Ecco, non ha alcun rispetto per me!?
Un comportamento, quello del ritardo, che sicuramente non procura piacere, quindi si può pensare sia facile avere reazioni negative.
In realtà, è possibile reagire in modi molto differenti anche a comportamenti che giovano.
Il classico esempio del marito che fa un regalo inaspettato alla moglie, facendole pensare che ha qualcosa da farsi perdonare, la dice lunga.
Perché una parte delle mogli penserebbe di avere accanto l'uomo più dolce del mondo, e un'altra parte di avere vicino una carogna subdola che sta tentando di manipolarla?
Che cosa ci porta a interpretare i comportamenti degli altri in modi così differenti?
Che cosa si può fare per allenarsi a interpretarli in maniera positiva?
Avrà avuto un contrattempo?
Il solito ritardatario?
Spero non gli sia successo qualcosa di grave?
Ecco, non ha alcun rispetto per me!?
Un comportamento, quello del ritardo, che sicuramente non procura piacere, quindi si può pensare sia facile avere reazioni negative.
In realtà, è possibile reagire in modi molto differenti anche a comportamenti che giovano.
Il classico esempio del marito che fa un regalo inaspettato alla moglie, facendole pensare che ha qualcosa da farsi perdonare, la dice lunga.
Perché una parte delle mogli penserebbe di avere accanto l'uomo più dolce del mondo, e un'altra parte di avere vicino una carogna subdola che sta tentando di manipolarla?
Che cosa ci porta a interpretare i comportamenti degli altri in modi così differenti?
Che cosa si può fare per allenarsi a interpretarli in maniera positiva?
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sabato 15 settembre 2012
Sesso e tecnologia: virtuale o virtuoso?
Come counselor sono sempre molto interessato ai temi trattati nella conferenza annuale dell'American Counseling Association, ma non mi sarei mai aspettato di trovare una relazione sul sesso via sms, e adesso ho appena finito di leggere il piccante sondaggio al quale hanno già risposto molti americani.
Andiamo per ordine:Rachael Madden-Connor e altre due colleghe hanno presentato uno studio condotto su un campione di persone dai 25 ai 40 anni, sposate o comunque impegnate in una relazione stabile, a prevalenza femminile, dal quale sta emergendo una scottante realtà.
La maggioranza dei partecipanti che hanno risposto di avere regolari rapporti sessuali col proprio partner ha aggiunto che inviarsi messaggi spinti e foto provocanti accresce l'eccitazione e la soddisfazione sessuale reciproca.
Andiamo per ordine:Rachael Madden-Connor e altre due colleghe hanno presentato uno studio condotto su un campione di persone dai 25 ai 40 anni, sposate o comunque impegnate in una relazione stabile, a prevalenza femminile, dal quale sta emergendo una scottante realtà.
La maggioranza dei partecipanti che hanno risposto di avere regolari rapporti sessuali col proprio partner ha aggiunto che inviarsi messaggi spinti e foto provocanti accresce l'eccitazione e la soddisfazione sessuale reciproca.
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giovedì 6 settembre 2012
Relazioni positive: come riconoscerle
Quante volte hai detto o hai sentito dire la frase ma tutti/e io li/le trovo? riferita a relazioni di coppia andate male?
Una frase che ha molto più senso di quanto possa sembrare, dalla sua apparenza di semplice modo di dire o frase fatta.
Infatti, se gli togli il punto interrogativo, la frase significa esattamente ciò che esprimono le sue parole: li trovi o le trovi tutti e tutte tu, e ogni volta ci ricaschi.
Si tratta di una variante di un meccanismo psicologico in cui agisce la coazione a ripetere, ben illustrata da Freud, e su cui Berne elaborò la sua famosa teoria dei giochi relazionali, proprio partendo da questo in particolare, il gioco in cui una persona fa di tutto per dimostrare di essere stata ingannata o sfruttata da qualcun altro, non a caso intitolato prendetemi a calci.
Non voglio però andare oltre nella disamina clinica del fenomeno, quanto soffermarmi su un aspetto più semplice.
Dire che troviamo sempre la persona sbagliata significa anche saper riconoscere che cosa non va e che cosa andrebbe bene.
Avere ben presenti le caratteristiche di una relazione soddisfacente dovrebbe permetterci di scansare i pericoli o quanto meno di abbreviare i tempi necessari a riconoscere che la relazione in tessitura non sta prendendo la forma giusta e quindi chiuderla prima che sia troppo doloroso.
Come facciamo a sapere qual è la relazione giusta per noi e quindi a riconoscere quali persone potrebbero venire maggiormente incontro ai nostri bisogni?
Una frase che ha molto più senso di quanto possa sembrare, dalla sua apparenza di semplice modo di dire o frase fatta.
Infatti, se gli togli il punto interrogativo, la frase significa esattamente ciò che esprimono le sue parole: li trovi o le trovi tutti e tutte tu, e ogni volta ci ricaschi.
Si tratta di una variante di un meccanismo psicologico in cui agisce la coazione a ripetere, ben illustrata da Freud, e su cui Berne elaborò la sua famosa teoria dei giochi relazionali, proprio partendo da questo in particolare, il gioco in cui una persona fa di tutto per dimostrare di essere stata ingannata o sfruttata da qualcun altro, non a caso intitolato prendetemi a calci.
Non voglio però andare oltre nella disamina clinica del fenomeno, quanto soffermarmi su un aspetto più semplice.
Dire che troviamo sempre la persona sbagliata significa anche saper riconoscere che cosa non va e che cosa andrebbe bene.
Avere ben presenti le caratteristiche di una relazione soddisfacente dovrebbe permetterci di scansare i pericoli o quanto meno di abbreviare i tempi necessari a riconoscere che la relazione in tessitura non sta prendendo la forma giusta e quindi chiuderla prima che sia troppo doloroso.
Come facciamo a sapere qual è la relazione giusta per noi e quindi a riconoscere quali persone potrebbero venire maggiormente incontro ai nostri bisogni?
giovedì 21 giugno 2012
C'eravamo tanto amati? Guida alla relazione da ricostruire
Lo sdoganamento della psicologia in ogni area della vita civile ha fatto sì che le persone si rivolgessero sempre più in maniera autonoma agli specialisti dell'aiuto per risolvere i propri problemi.
Anzi, di questi tempi si cade nell'estremo opposto: inquadrare clinicamente situazioni che invece si potrebbero rimettere in sesto semplicemente riordinandone gli elementi in modo più salutare.
Dopo il boom delle separazioni e dei divorzi che ha contraddistinto il finale di secolo scorso - perché come neo-divorzisti, ci dovevamo prendere quella quarantina d'anni di sperimentazione! - oggi invece la tendenza è rivolgersi a psicologi e counselors per ricostruire la coppia in crisi.
Anzi, di questi tempi si cade nell'estremo opposto: inquadrare clinicamente situazioni che invece si potrebbero rimettere in sesto semplicemente riordinandone gli elementi in modo più salutare.
Dopo il boom delle separazioni e dei divorzi che ha contraddistinto il finale di secolo scorso - perché come neo-divorzisti, ci dovevamo prendere quella quarantina d'anni di sperimentazione! - oggi invece la tendenza è rivolgersi a psicologi e counselors per ricostruire la coppia in crisi.
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martedì 12 luglio 2011
Come non far scoppiare la coppia
La coppia è una comunità i cui membri hanno perso la loro autonomia senza liberarsi della solitudine.
Il modo in cui Simone de Beauvoir tratteggia l'essenza di una relazione tra uomo e donna è pungente ma coglie nel segno.
Una coppia è una cosa sola o la somma di due cose diverse?
Rispondere a questa domanda equivale a darsi la zappa sui piedi: la coppia è l'una e l'altra cosa contemporaneamente.
Da quest'ambiguità, non facile da concepire e da gestire, nascono la maggior parte dei cosiddetti problemi di coppia.
Come comportarsi, dunque, per tenere salda la relazione senza soffocare le individualità?
Il problema principale è la complicazione: è facile rendere le cose più complicate di quanto siano davvero.
Ecco alcune regole per orientare la relazione verso una direzione virtuosa.
Il modo in cui Simone de Beauvoir tratteggia l'essenza di una relazione tra uomo e donna è pungente ma coglie nel segno.
Una coppia è una cosa sola o la somma di due cose diverse?
Rispondere a questa domanda equivale a darsi la zappa sui piedi: la coppia è l'una e l'altra cosa contemporaneamente.
Da quest'ambiguità, non facile da concepire e da gestire, nascono la maggior parte dei cosiddetti problemi di coppia.
Come comportarsi, dunque, per tenere salda la relazione senza soffocare le individualità?
Il problema principale è la complicazione: è facile rendere le cose più complicate di quanto siano davvero.
Ecco alcune regole per orientare la relazione verso una direzione virtuosa.
domenica 10 aprile 2011
Prendersi cura... di chi?
Quanto ti curi delle persone intorno a te?
Cosa può spingerti a impegnarti per gli altri senza alcuna certezza di ricevere qualcosa in cambio?
Come reagisci quando qualcuno si prodiga per te senza che tu abbia fatto nulla per lui?
Ti capita mai di evitare consapevolmente le attenzioni altrui?
La risposta a queste quattro domande potrebbe illuminarti sulla posizione che di solito assumi durante le tue interazioni sociali, e farti scoprire quali sono le tue credenze nascoste su come dovremmo o non dovremmo prenderci cura gli uni degli altri.
Cosa può spingerti a impegnarti per gli altri senza alcuna certezza di ricevere qualcosa in cambio?
Come reagisci quando qualcuno si prodiga per te senza che tu abbia fatto nulla per lui?
Ti capita mai di evitare consapevolmente le attenzioni altrui?
La risposta a queste quattro domande potrebbe illuminarti sulla posizione che di solito assumi durante le tue interazioni sociali, e farti scoprire quali sono le tue credenze nascoste su come dovremmo o non dovremmo prenderci cura gli uni degli altri.
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domenica 3 aprile 2011
Occhio al potere!
Sia a livello internazionale che in casa nostra, i giochi di potere negli ultimi mesi si sono fatti davvero accesi e complessi.
Tra i focolai del Mediterraneo e il marasma del nostro parlamento, i personaggi della scena politica le stanno provando davvero tutte a far pendere la bilancia dalla loro parte.
Ma i rapporti di potere non si snodano solo a livello internazionale o nella politica, e possiamo ritrovarli all'interno delle nostre relazioni quotidiane.
Come possiamo leggere questi complicati rapporti, renderci conto di cosa sia realmente in gioco, e focalizzare gli elementi chiave sui quali stanno facendo leva le figure coinvolte?
Come fa, insomma, qualcuno ad acquistare potere, quale "tasto" preme, cosa stuzzica per portarci dalla sua parte e nutrirsi del nostro consenso?
L'analisi del potere più duttile e completa fu compiuta da John French e Bertam Raven nel 1959 nell'articolo The bases of social power, nel quale i due studiosi del comportamentismo tracciarono una vera e propria griglia interpretativa con la quale chiunque può capire a che gioco sta giocando il potente di turno.
Tra i focolai del Mediterraneo e il marasma del nostro parlamento, i personaggi della scena politica le stanno provando davvero tutte a far pendere la bilancia dalla loro parte.
Ma i rapporti di potere non si snodano solo a livello internazionale o nella politica, e possiamo ritrovarli all'interno delle nostre relazioni quotidiane.
Come possiamo leggere questi complicati rapporti, renderci conto di cosa sia realmente in gioco, e focalizzare gli elementi chiave sui quali stanno facendo leva le figure coinvolte?
Come fa, insomma, qualcuno ad acquistare potere, quale "tasto" preme, cosa stuzzica per portarci dalla sua parte e nutrirsi del nostro consenso?
L'analisi del potere più duttile e completa fu compiuta da John French e Bertam Raven nel 1959 nell'articolo The bases of social power, nel quale i due studiosi del comportamentismo tracciarono una vera e propria griglia interpretativa con la quale chiunque può capire a che gioco sta giocando il potente di turno.
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sabato 23 gennaio 2010
Ascolto attivo: l'arte di un grande maestro

Mi senti? Anzi, mi ascolti?
Vi è mai capitato di parlare a qualcuno e accorgervi da certi segnali di non essere ascoltati?
E quante volte siamo stati noi a non ascoltare ma ad aspettare solo che l'altro finisse per poi dire la nostra?
Ascoltare è un'arte e per essere esercitata ha bisogno di maestri, strumenti ed esercizio.
Il maestro
Quando Carl Rogers pubblicò nel 1942 Counseling and psychoterapy le sue tre condizioni - accettazione incondizionata, congruenza ed empatia - necessarie alla relazione terapeutica non erano ancora state ridotte a una banale ricetta e l'ascolto attivo non era ancora il titolo di un role playing.
Proprio in questo testo, Rogers da un'indicazione basilare: la migliore guida all'ascolto è il soggetto.
Quando ascoltiamo non dobbiamo metterci al posto dell'altro, non dobbiamo anticipare con la mente ciò che secondo noi sta per dire.
Il nostro compito è farlo sentire abbastanza sicuro da potersi esporre senza il rischio di essere giudicato.
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