In questo bellissimo film indipendente, Noah, il protagonista perde il controllo della sua giovane e già instabile vita, per un uso spericolato di Facebook.
Non solo chiacchiera virtualmente con la sua ragazza avendo contemporaneamente molteplici interazioni con altri software e applicazioni, ma addirittura entra nel suo profilo, si infastidisce per alcuni commenti lasciati dagli amici della ragazza, finisce per farsi scoprire e lo ritroviamo mesi dopo solo e quasi imprigionato in quella stessa virtualità che, con pochi clic, ha cancellato parte della sua vita.
Certo, il film è potente perché illustra a livelli estremi l'influenza dei social media, ma quest'influenza c'è ed è innegabile.
Dire che Facebook ha fatto letteralmente impazzire il mondo oggi è quasi banale.
Basti pensare che le stime indicano una media mensile di utenti che ammonta a quasi un miliardo di persone.
Non sono mancati e continueranno a non mancare i denigratori, gli oppositori, coloro che auspicano un ritorno al silenzio mediatico.
Ma le voci contro non possono cancellare il fatto che Facebook - e tutti i social media affini - sembra fatto apposta per il nostro cervello, e per questo funziona così bene.
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venerdì 27 dicembre 2013
Facebook? Usa il cervello!
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venerdì 25 giugno 2010
Ascoltare gli altri: la più potente capacità umana
Sii avido di ascoltare e non di parlare.Così esortava Cleobulo, uno dei Sette Sapienti.
Nonostante i secoli, ascoltare gli altri è ancora una potente capacità e merita di essere esaltata.
Ti è mai capitato di trovare una persona che mostra un esplicito interesse verso ciò che stai dicendo
e scoprire che quella stessa persona ti è simpatica, ti interessa o addirittura ti piace?
Tutti noi cerchiamo prove del fatto che contiamo e siamo importanti per qualcuno oltre che per noi stessi.
Una persona che sa ascoltare non fa che convalidare questo bisogno di conoscenza e comprensione.
Perciò tutti desideriamo essere ascoltati.
Saper ascoltare gli altri può prevenire le incomprensioni e facilitare la collaborazione, oltre a migliorare le relazioni personali e professionali.
Non è un invito a fingere nella speranza di entrare nelle grazie altrui, ma piuttosto a prestare attenzione a questa abilità sottovalutata e a volte dimenticata.
Voglio condividere alcune tecniche utili nello scambio verbale e nell'incontro con l'altro.
Ognuna deriva da formazione, corsi, libri ed esperienze originali di vita.
Tutte aiutano ad ascoltare meglio, se a usarle è una persona limpida.
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sabato 23 gennaio 2010
Ascolto attivo: l'arte di un grande maestro

Mi senti? Anzi, mi ascolti?
Vi è mai capitato di parlare a qualcuno e accorgervi da certi segnali di non essere ascoltati?
E quante volte siamo stati noi a non ascoltare ma ad aspettare solo che l'altro finisse per poi dire la nostra?
Ascoltare è un'arte e per essere esercitata ha bisogno di maestri, strumenti ed esercizio.
Il maestro
Quando Carl Rogers pubblicò nel 1942 Counseling and psychoterapy le sue tre condizioni - accettazione incondizionata, congruenza ed empatia - necessarie alla relazione terapeutica non erano ancora state ridotte a una banale ricetta e l'ascolto attivo non era ancora il titolo di un role playing.
Proprio in questo testo, Rogers da un'indicazione basilare: la migliore guida all'ascolto è il soggetto.
Quando ascoltiamo non dobbiamo metterci al posto dell'altro, non dobbiamo anticipare con la mente ciò che secondo noi sta per dire.
Il nostro compito è farlo sentire abbastanza sicuro da potersi esporre senza il rischio di essere giudicato.
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