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sabato 22 marzo 2014

Amore e scienza: una relazione complicata

Ci sono esperienze di vita che non hanno bisogno di conferme scientifiche per dimostrare la loro importanza.

L'amore è forse la più importante di tutte, e non a caso è un'emozione ancora largamente incompresa dagli studiosi.

Tutti noi intuiamo una naturale tendenza a entrare in contatto profondo con i nostri simili, e sentiamo esperienze come il rifiuto o la solitudine al pari di minacce dirette alla nostra stessa sopravvivenza.

Per ragioni biologiche e culturali, molti distinguono amori veri da altri meno veri, amori più profondi e altri più superficiali, e spesso il discrimine è la lunghezza della relazione nella quale questi vengono vissuti.

In realtà tutti gli amori si modificano col tempo, svincolandosi dal parametro della durata, e la presunta profondità non andrebbe misurata partendo dall'esterno, ma interrogandosi sulla nostra disponibilità ad aprire il cuore e andare verso gli altri.

La prova del tempo, semmai, fa emergere altre necessità, come la disponibilità all'impegno, l'accettazione della propria vulnerabilità e la rinuncia a ogni forma di egocentrismo.

Tutto questo, e molto altro, rende parecchio arduo per la scienza ogni tentativo di definizione, analisi, conoscenza dell'amore.

Qualcosa però la possiamo dire, e ogni piccola conferma scientifica non fa che aggiungere bellezza all'unico vero modo di dare senso alla propria vita.

domenica 30 giugno 2013

Margherita Hack e la ricerca della verità



Oltre a essere l'esperta di astrofisica che tutti abbiamo imparato a conoscere, Margherita Hack è stata soprattutto una strenua sostenitrice della scientificità, in senso filosofico, come atteggiamento verso le affermazioni su ciò che è vero e ciò che ha bisogno di altro lavoro per essere provato.

Innumerevoli volte ha sostenuto e altrettante le è stato chiesto di motivare che l'astrologia è una falsa scienza, anzi, una superstizione ereditata dall'antichità, con ragioni che dovrebbero lasciare chiunque le ascolta senza dubbi.

Sembra però che neanche un esercito di scienziati riuscirebbe a scalfire la popolarità degli oroscopi che dai mezzi di comunicazione - e insieme alle altre pratiche divinatorie - continuano a incuriosire, attirare e persino a condizionare le migliaia di persone che li seguono.

Le differenze tra scienza vera e scienza presunta sono comunque facilmente riconoscibili, comprensibili e verificabili: sono scientifiche anch'esse, insomma, e non vederle vuol dire proprio mettere in atto la precisa volontà di autoingannarsi.

sabato 26 maggio 2012

L'impulsività è uomo, il controllo è donna



 Se non fossero bastati i due post sul confronto tra maschi e femmine e sulla reciproca sessualità, ecco qui il classico non c'è due senza tre, che afferma un'altra verità scomoda per i maschi e da gongolarsi per le femmine.

La Durham University in Gran Bretagna, infatti, ha condotto una lunga analisi trasversale per tracciare i confini dell'impulsività e del controllo negli uomini e nelle donne.

La prima parte dello studio si concentra sugli atti criminali e sui comportamenti a rischio, nei quali i maschi schiacciano le femmine con il 76 % degli arresti, l'89 % degli omicidi e l'82 % dei crimini.

Anche i dati sulle dipendenze - dal fumo alle droghe - o sull'incidenza di disagi psichici pendono tutti dal lato maschile di gran lunga, questi ultimi soprattutto in relazione a disturbi della condotta, disturbi antisociali, ADHD e disturbo esplosivo intermittente.

Proprio questi dati hanno spinto i ricercatori a esaminare come se la cavano al volante maschi e femmine.

lunedì 7 febbraio 2011

Perché le donne sono meglio degli uomini (e non puoi farci nulla!)



Dopo questo post le lettrici potranno seriamente pensare a un referendum costituzionale (peccato non sia previsto, ma non si sa mai...) per chiedere la modifica dell'articolo 3 e stabilire che le donne non sono uguali agli uomini: sono superiori!

Tu, caro lettore maschio, devi fartene una ragione, prima te la fai, meglio potrai continuare a pensarti uomo felice tra donne eccelse.

Vuoi sapere perché?

lunedì 17 gennaio 2011

Cervello vs. mente: dov'è la verità?

La mente è diversa dal cervello, almeno quanto la psicologia lo è dalla biologia.

Sebbene i processi mentali siano associati ad altri processi di natura neurologica e biochimica, negli ultimi anni si è diffusa la tendenza a presentare, tramite i mass media, l'associazione tra i due sistemi come correlata da un rapporto di causalità - in cui i cambiamenti biochimici causano esperienze psicologiche - o come una identità assoluta, in cui mente e cervello sono in realtà la stessa cosa.

La crescita e la diffusione delle misurazioni psicofisiologiche come la risonanza magnetica funzionale, la tomografia ad emissione di positroni, l'elettroencefalografia, la magnetoencefalografia o il neuroimaging funzionale ci ha quasi abituati a sentir dire che l'aspetto biologico determina - o comunque sovrasta - gli eventi psicologici.

Per esempio, nei telegiornali, quando si citano casi di reati o fatti incresciosi commessi da persone con diagnosi psichiatrica ci si riferisce a loro come portatori di "malattie" chiamate depressione o schizofrenia.

Non ascoltiamo però mai l'altra campana, quella di chi con le persone che sarebbero affette da queste presunte "malattie" ci lavora ogni giorno per migliorarne la condizione, quella di chi scopre che spesso sono i condizionamenti ambientali e sociali a bloccare il "funzionamento" della persona, che inspiegabilmente migliora o "guarisce" proprio grazie alle modifiche nelle condizioni di vita, e non certo della chimica del cervello.

Naturalmente non ho intenzione di fare una "crociata" contro la psichiatria, i farmaci, le strutture di accoglienza e quant'altro perché non è quello il problema.

La questione è la correttezza dell'informazione: quando la voce del giornalista al tg associa le parole malattia e depressione commette un errore scientifico, esattamente come quando ci dicono di aver scoperto il gene che causa o fornisce una determinata caratteristica all'essere umano.

Si tratta di un errore perché in realtà non siamo ancora arrivati né a stabilire una associazione così stretta tra processi biochimici ed eventi psicologici né tantomeno a stabilire se sia nato prima l'uovo o la gallina, cosa che non scopriremo probabilmente mai, come non sapremo mai come sia nato questo universo.

Eppure le risposte certe degli scienziati in merito al rapporto tra mente e cervello sono state date: certo, non sono così affascinanti come quelle sbandierate dai tg, non sono così filo-farmacologiche, non ci permettono di situare il problema nel presunto "malato", anzi, ci fanno sospettare che spesso questo "malato" potrebbe essere vittima di un gioco troppo complesso e perverso.

Cosa dice dunque la scienza attuale?

sabato 27 febbraio 2010

Sopravvivere alla PNL si può


E si deve, direi.

Non avevo mai letto la voce sulla Programmazione Neurolinguistica in Wikipedia, l'ho fatto solo dopo aver scritto quanto segue.

Ne consiglio la lettura a tutti.

Poi mi auguro che leggiate anche il mio post ;-)

Quando iniziai a leggere La struttura della magia (1981, Astrolabio) di John Grinder e Richard Bandler rimasi incantato: finalmente qualcuno parlava di cose concrete (le parole) e delle possibili combinazioni di quelle cose (le strutture morfo-sintattiche).

Se mi fossi fermato a metà libro, anzi, se si fossero fermati Bandler e Grinder, lo stato di incantamento sarebbe forse perdurato.

Invece da lì inizia la più complessa e irrazionale esposizione della natura umana, del pensiero e delle interazioni comunicative che la storia della psicologia ricordi.

Un libro riuscito a metà comunque non è un delitto, anzi.

Sono i mezzi libri successivi, il problema.

Purtroppo quando metti su un business come quello della PNL non puoi limitarti a un libello con contenuti validi anche se minimi ma devi "gonfiare" tutto.

Non che Bandler e Grinder sapessero già in partenza che il tutto sarebbe diventato quell'enorme macchina mangia-soldi che è oggi la PNL.

Poiché sbandieravano un mentore d'eccezione come Gregory Bateson (e su questo tornerò tra poco) dubito che quest'ultimo si sarebbe fatto abbindolare.

Ma Gregory Bateson dava quasi per scontato il principio di Kant sul considerare gli esseri umani anche come fini e non solo come mezzi, per questo partiva sempre da una posizione di fiducia preventiva.

Molto britannico...

Terrorizzato dall'idea che qualcuno (fosse anche un bravo terapeuta) potesse influenzare intenzionalmente qualcun altro (fosse anche un paziente grave) non esitò a staccarsi da Jackson e gli altri "paloaltisti".

Figuriamoci preoccuparsi di due studenti, "non sono neanche psicologi" avrà pensato sentendosi rassicurato.

domenica 17 gennaio 2010

La mente al servizio del corpo: questione di cellule




La scienza sa spiegare la nostra vita quotidiana?
Ne è convinto Bruce Lipton, pioniere dell'epigenetica, che a partire dalle sue ricerche presso la School of Medicine della Stanford University più di trent'anni fa sta portando nel mondo la nuova visione della scienza d'avanguardia: le percezioni controllano i geni.
Questa affermazione ha fatto vacillare diversi punti fermi:
  • la materia è l'unica cosa che la scienza è tenuta a studiare
  • i geni determinano carattere e comportamenti, anche quelli dannosi
  • l'evoluzione umana, come dice Darwin, si basa sulla sopravvivenza dei più forti
Vediamo come questi tre principi sono messi fortemente in discussione.

mercoledì 7 ottobre 2009

Psicologia: scienza o arte?


La psicologia è da sempre una materia affascinante per gli esseri umani, molto più antica della sua nascita ufficiale, risalente a due secoli fa, e destinata forse a non avere mai una forma definitiva e assoluta.

Ma da cosa dipende l'instabilità della psicologia?

Perché da alcuni è considerata una scienza affine alla medicina mentre per altri è simile a una forma d'arte, a una pratica basata sull'esperienza, a una costruzione provvisoria di idee in cerca di definizione?

Studiare la mente: i sei criteri di un grande maestro

Per studiare la mente bisognerebbe partire da una definizione precisa.

Ma si può definire con chiarezza cosa sia la mente?

Nel mondo delle scienze “forti”, prevale l'idea che la mente sia una “conseguenza” delle funzioni cerebrali, determinata dall'attività elettrica del cervello.

Nel mondo delle scienze umane, quelle definite per contrasto “deboli”, troviamo disparate descrizioni: il computer dell'essere umano, l'elaboratore di pensieri, concetti, immagini, sensazioni, la parte intuitiva e sensibile delle persone, o addirittura un'entità dotata di esistenza autonoma, lo spirito.

Come scegliere tra queste definizioni?