
La decisione è uno dei procedimenti più articolati e complessi che la nostra mente possa realizzare: nell'atto del decidere la mente confronta enormi quantità di dati provenienti dal mondo esterno con altrettante quantità di previsioni da lei stessa elaborate.
Durante le nostre giornate facciamo continua esperienza di due tipi di decisioni:
- in alcuni casi ci chiediamo quali vantaggi e quali svantaggi ricaveremmo da una nostra azione, quali punti di forza e quali freni hanno le possibilità tra le quali potremmo scegliere per arrivare all'opzione più conveniente: si tratta di scelte meditate.
- In altri casi adottiamo determinate azioni, compiamo certi gesti, eseguiamo precise procedure senza che la nostra mente controlli passo dopo passo queste azioni, questi gesti e queste procedure, come accade nei più elementari comportamenti motori o anche in sequenze complesse come preparare il caffè o guidare: si tratta di scelte automatiche.
Mentre la scelta meditata richiede un nuovo esame per ogni nuova decisione e ha una bassa prevedibilità, la scelta automatica si fonda sulle abitudini e ha un'alta prevedibilità.
Questo è un bene: se dovessimo impiegare tempo ed energia per decidere ogni mattina con quale piede scendere dal letto probabilmente prima di mezzogiorno saremmo sfiniti!
Le scelte automatiche funzionano però solo in situazioni che non richiedono l'investimento della propria identità, autostima e valore personale ma ad alcune persone può accadere, in momenti di particolare sensibilità e fragilità, di caricare di tensione le più piccole azioni come infilare una gamba nei pantaloni o girare la manopola di un rubinetto.
Come mai accade questo?