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venerdì 20 novembre 2009

la diagnosi in psichiatria: criteri e scenari possibili


La diagnosi psichiatrica è un'operazione temuta quanto attesa da chiunque decida di rivolgersi a professionisti della relazione d'aiuto.

Il tema è delicato anche per la permanente confusione dei cittadini circa i ruoli di questi professionisti.

Spesso i termini psicologo, psicoterapeuta, psichiatra, da un lato e psicologia, psicoanalisi, psicoterapia dall'altro vengono usati nel linguaggio comune quasi come fossero sinonimi.

Inoltre, sembra ancora dura a morire, nel senso comune, la falsa logica in base alla quale "se ti rivolgi a uno di questi professionisti allora sei matto" e i primi a subire il nefasto influsso di questa falsa credenza sono proprio coloro che attraversano un momento difficile e si chiedono se fare il grande passo di rivolgersi a una persona qualificata.

Chiariamo dunque che la diagnosi psichiatrica può farla soltanto lo pischiatra, cioè un medico mentre le altre figure menzionate non hanno le competenze necessarie, anche se grazie all'esperienza alcuni psicologi e psicoterapeuti non medici sono più bravi degli psichiatri nel formulare diagnosi.

Mi interessa trattare alcune questioni di metodo circa il fare diagnosi, questioni che affondano nell'epistemologia della scienza psichiatrica e della psicologia in genere.

Con quali criteri oggi è possibile formulare diagnosi?