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martedì 22 dicembre 2009

Il senso di colpa: una trappola da cui si può uscire


Il senso di colpa può essere inteso come la conseguenza del rimorso per aver compiuto azioni in contrasto con idee, pensieri, aspettative e responsabilità personali o legate agli altri.

Un senso di colpa smisurato può diventare causa di sofferenze notevoli e bloccare lo sviluppo personale.

Non è facile stabilire fino a che punto arrivino le nostre responsabilità, soprattutto quando coinvolgono in modo diretto o indiretto altri individui.

Tuttavia non c'è senso di colpa senza responsabilità verso qualcuno o qualcosa.

Distinguere ciò che spetta a noi da tutto ciò che dovrebbero invece fare gli altri è l'abilità fondamentale da acquisire per gestire i sensi di colpa.

A volte le persone significative della nostra vita avanzano richieste e noi ci sentiamo anche felici di esaudirle perché la loro approvazione è importante.

Quando le richieste di queste persone in realtà riguardano azioni, compiti, comportamenti che toccherebbe loro assumere - in una parola responsabilità - ci troviamo nella spiacevole situazione di scegliere se accontentarle e ricevere ancora le loro dimostrazioni di affetto - caricandoci però di un peso eccessivo che non ci spetta! - oppure di mantenere separate le rispettive responsabilità e rifiutare di accontentarle - esponendoci al rischio della loro disapprovazione! - e di certo non si tratta di una scelta facile.

Nessuno può rinunciare del tutto al riconoscimento degli altri ma le persone differiscono in base alla quantità e alla qualità di questo riconoscimento.

sabato 28 novembre 2009

La libertà di decidere verità o illusione?


La decisione è uno dei procedimenti più articolati e complessi che la nostra mente possa realizzare: nell'atto del decidere la mente confronta enormi quantità di dati provenienti dal mondo esterno con altrettante quantità di previsioni da lei stessa elaborate.

Durante le nostre giornate facciamo continua esperienza di due tipi di decisioni:
  1. in alcuni casi ci chiediamo quali vantaggi e quali svantaggi ricaveremmo da una nostra azione, quali punti di forza e quali freni hanno le possibilità tra le quali potremmo scegliere per arrivare all'opzione più conveniente: si tratta di scelte meditate.
  2. In altri casi adottiamo determinate azioni, compiamo certi gesti, eseguiamo precise procedure senza che la nostra mente controlli passo dopo passo queste azioni, questi gesti e queste procedure, come accade nei più elementari comportamenti motori o anche in sequenze complesse come preparare il caffè o guidare: si tratta di scelte automatiche.
Mentre la scelta meditata richiede un nuovo esame per ogni nuova decisione e ha una bassa prevedibilità, la scelta automatica si fonda sulle abitudini e ha un'alta prevedibilità.

Questo è un bene: se dovessimo impiegare tempo ed energia per decidere ogni mattina con quale piede scendere dal letto probabilmente prima di mezzogiorno saremmo sfiniti!

Le scelte automatiche funzionano però solo in situazioni che non richiedono l'investimento della propria identità, autostima e valore personale ma ad alcune persone può accadere, in momenti di particolare sensibilità e fragilità, di caricare di tensione le più piccole azioni come infilare una gamba nei pantaloni o girare la manopola di un rubinetto.

Come mai accade questo?