C'è una profonda connessione tra la scrittura e la nostra salute.
Tenersi dentro pensieri, sentimenti e ricordi di quanto accaduto aumenta il rischio di incorrere in disagi più o meno gravi.
La scrittura però non è solo un modo catartico di buttare fuori un peso, ma è una traduzione in un altro linguaggio, un'operazione di modellamento creativo, un modo di governare ciò che abbiamo dentro attraverso il medium della scrittura.
Il primo effetto del raccontare in forma scritta i propri pensieri ansiogeni è il rilassamento fisico e il riequilibrio del livello di stress.
La sensazione di poter in qualche modo influire sugli effetti patogeni delle proprie ansie attraverso la scrittura, riduce il rischio di forme depressive, oltre a migliorare in generale la propria consapevolezza cognitiva.
Ma è col tempo che viene il bello: scrivere, ritornando più volte sullo stesso tema, accresce la comprensione di quanto ci è accaduto e di chi siamo, due caratteristiche che aprono la porta alla salute mentale.
sabato 29 settembre 2012
sabato 15 settembre 2012
Sesso e tecnologia: virtuale o virtuoso?
Come counselor sono sempre molto interessato ai temi trattati nella conferenza annuale dell'American Counseling Association, ma non mi sarei mai aspettato di trovare una relazione sul sesso via sms, e adesso ho appena finito di leggere il piccante sondaggio al quale hanno già risposto molti americani.
Andiamo per ordine:Rachael Madden-Connor e altre due colleghe hanno presentato uno studio condotto su un campione di persone dai 25 ai 40 anni, sposate o comunque impegnate in una relazione stabile, a prevalenza femminile, dal quale sta emergendo una scottante realtà.
La maggioranza dei partecipanti che hanno risposto di avere regolari rapporti sessuali col proprio partner ha aggiunto che inviarsi messaggi spinti e foto provocanti accresce l'eccitazione e la soddisfazione sessuale reciproca.
Andiamo per ordine:Rachael Madden-Connor e altre due colleghe hanno presentato uno studio condotto su un campione di persone dai 25 ai 40 anni, sposate o comunque impegnate in una relazione stabile, a prevalenza femminile, dal quale sta emergendo una scottante realtà.
La maggioranza dei partecipanti che hanno risposto di avere regolari rapporti sessuali col proprio partner ha aggiunto che inviarsi messaggi spinti e foto provocanti accresce l'eccitazione e la soddisfazione sessuale reciproca.
Etichette:
American Counseling Association,
comunicazione,
coppia,
counseling,
counselor,
relazione,
sessualità,
sexting
giovedì 6 settembre 2012
Relazioni positive: come riconoscerle
Quante volte hai detto o hai sentito dire la frase ma tutti/e io li/le trovo? riferita a relazioni di coppia andate male?
Una frase che ha molto più senso di quanto possa sembrare, dalla sua apparenza di semplice modo di dire o frase fatta.
Infatti, se gli togli il punto interrogativo, la frase significa esattamente ciò che esprimono le sue parole: li trovi o le trovi tutti e tutte tu, e ogni volta ci ricaschi.
Si tratta di una variante di un meccanismo psicologico in cui agisce la coazione a ripetere, ben illustrata da Freud, e su cui Berne elaborò la sua famosa teoria dei giochi relazionali, proprio partendo da questo in particolare, il gioco in cui una persona fa di tutto per dimostrare di essere stata ingannata o sfruttata da qualcun altro, non a caso intitolato prendetemi a calci.
Non voglio però andare oltre nella disamina clinica del fenomeno, quanto soffermarmi su un aspetto più semplice.
Dire che troviamo sempre la persona sbagliata significa anche saper riconoscere che cosa non va e che cosa andrebbe bene.
Avere ben presenti le caratteristiche di una relazione soddisfacente dovrebbe permetterci di scansare i pericoli o quanto meno di abbreviare i tempi necessari a riconoscere che la relazione in tessitura non sta prendendo la forma giusta e quindi chiuderla prima che sia troppo doloroso.
Come facciamo a sapere qual è la relazione giusta per noi e quindi a riconoscere quali persone potrebbero venire maggiormente incontro ai nostri bisogni?
Una frase che ha molto più senso di quanto possa sembrare, dalla sua apparenza di semplice modo di dire o frase fatta.
Infatti, se gli togli il punto interrogativo, la frase significa esattamente ciò che esprimono le sue parole: li trovi o le trovi tutti e tutte tu, e ogni volta ci ricaschi.
Si tratta di una variante di un meccanismo psicologico in cui agisce la coazione a ripetere, ben illustrata da Freud, e su cui Berne elaborò la sua famosa teoria dei giochi relazionali, proprio partendo da questo in particolare, il gioco in cui una persona fa di tutto per dimostrare di essere stata ingannata o sfruttata da qualcun altro, non a caso intitolato prendetemi a calci.
Non voglio però andare oltre nella disamina clinica del fenomeno, quanto soffermarmi su un aspetto più semplice.
Dire che troviamo sempre la persona sbagliata significa anche saper riconoscere che cosa non va e che cosa andrebbe bene.
Avere ben presenti le caratteristiche di una relazione soddisfacente dovrebbe permetterci di scansare i pericoli o quanto meno di abbreviare i tempi necessari a riconoscere che la relazione in tessitura non sta prendendo la forma giusta e quindi chiuderla prima che sia troppo doloroso.
Come facciamo a sapere qual è la relazione giusta per noi e quindi a riconoscere quali persone potrebbero venire maggiormente incontro ai nostri bisogni?
sabato 4 agosto 2012
Un'estate felice?
Con l'afa che non dà tregua, tutti ci apprestiamo a raggiungere località di vacanza nelle quali rigenerarci da un anno di lavoro e impegni, per tornare rilassati, abbronzati, ricchi di nuove esperienze, felici.
Felici?
Sai, quando torni da una vacanza ti chiedono com'è stato? Ti è piaciuto?
E tu rispondi col pilota automatico bello, sì, mi è piaciuto.
Ma sai davvero definire in che senso è stato bello, ti è piaciuto, in che termini esattamente si è trattato di un'esperienza felice?
Naturalmente, il discorso non vale solo per le vacanze estive ma le domande sul senso della felicità restano valide 365 giorni all'anno.
Come facciamo a misurare la felicità?
Felici?
Sai, quando torni da una vacanza ti chiedono com'è stato? Ti è piaciuto?
E tu rispondi col pilota automatico bello, sì, mi è piaciuto.
Ma sai davvero definire in che senso è stato bello, ti è piaciuto, in che termini esattamente si è trattato di un'esperienza felice?
Naturalmente, il discorso non vale solo per le vacanze estive ma le domande sul senso della felicità restano valide 365 giorni all'anno.
Come facciamo a misurare la felicità?
Etichette:
benessere,
consapevolezza,
emozioni,
felicità
Iscriviti a:
Post (Atom)



