
Mi senti? Anzi, mi ascolti?
Vi è mai capitato di parlare a qualcuno e accorgervi da certi segnali di non essere ascoltati?
E quante volte siamo stati noi a non ascoltare ma ad aspettare solo che l'altro finisse per poi dire la nostra?
Ascoltare è un'arte e per essere esercitata ha bisogno di maestri, strumenti ed esercizio.
Il maestro
Quando Carl Rogers pubblicò nel 1942 Counseling and psychoterapy le sue tre condizioni - accettazione incondizionata, congruenza ed empatia - necessarie alla relazione terapeutica non erano ancora state ridotte a una banale ricetta e l'ascolto attivo non era ancora il titolo di un role playing.
Proprio in questo testo, Rogers da un'indicazione basilare: la migliore guida all'ascolto è il soggetto.
Quando ascoltiamo non dobbiamo metterci al posto dell'altro, non dobbiamo anticipare con la mente ciò che secondo noi sta per dire.
Il nostro compito è farlo sentire abbastanza sicuro da potersi esporre senza il rischio di essere giudicato.