Non lo so, mi dispiace, non posso, non riesco, devo...
Ecco alcune formulette che tutti noi usiamo con impressionante frequenza.
Apparentemente facilitano i nostri discorsi, ma alla lunga possono limitare la nostra mente.
Esse si appoggiano sulla negazione e sulla coazione, due grandi nemici del nostro benessere.
Dire no funziona sempre come un comando inconscio che ci prepara alla difesa.
Ed è anche giusto, i nostri no a volte ci servono per conservare le nostre libertà.
Il problema è che il no e le sue varianti - non so, non posso, non riesco - ci fanno chiudere anche quando li diciamo a mo' di intercalare.
Hai fatto caso quante volte in un dialogo rispondiamo alle affermazioni del nostro interlocutore iniziando con un bel no?
Ti assicuro che quel no procura in chi lo ascolta un fastidio sordo, che potrebbe anche trasformarsi in astio.
Potresti pensare se dico no è perché ho un'idea diversa e voglio esprimerla.
Certo, ma quando interagiamo con qualcuno, le parole che scambiamo sono sovradeterminate dal come le diciamo, e quel no introduttivo fa sottolineare l'aspetto del disaccordo, mentre si potrebbe scegliere di essere collaborativi e arrivare insieme a una risposta.
Per farlo, ci basterebbe iniziare con un bel sì, per rimarcare che stai accettando le parole dell'altro e poi, a partire da esse, costruire la tua argomentazione come un'alternativa e non una opposizione.
Ma torniamo alle formulette.
Oltre a danneggiare le nostre relazioni, i vari non so, non posso ecc. influenzano in negativo innanzitutto noi stessi.
Il rischio è che diventino un'abitudine e che la parte profonda di noi stessi inizi a usarle in modo automatico finendo per limitarti.
Vediamole nei dettagli.
mercoledì 28 luglio 2010
venerdì 23 luglio 2010
Ah, l'amore, questo folle sentimento che...
La cosa più importante nella vita è amare qualcuno.
La seconda cosa più importante nella vita è avere qualcuno che ti ami.
La terza cosa più importante è che le prime due accadano in contemporanea.
Howie Schneider
Amare, essere amati e trovare la felicità
Questo ci accomuna al di là delle differenze geografiche, etniche e culturali.
Anzi, molti dei nostri desideri in realtà sono funzionali all'amore, come la salute e il benessere economico.
Desideriamo alcune cose perché pensiamo che ci faranno apparire a nostra volta più desiderabili e aumenteranno le nostre possibilità di trovare l'amore.
Anche se l'amore è il bisogno fondamentale del genere umano,continua ad essere l'area nella quale accumuliamo errori e incomprensioni senza fine.
In questo c'è anche un vuoto culturale: non esiste una vera e propria educazione all'amore, e troppo spesso fare coppia ha significato rispettare le leggi della società invece che del cuore.
Diamo uno sguardo ad alcuni problemi tra i più diffusi nelle relazioni di coppia, che impediscono loro di funzionare.
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Howie Schneider
lunedì 19 luglio 2010
Pensare di cambiare: meglio una testa ben fatta o una testa ben piena?
Se lo chiedeva Michel de Montaigne e l'aforisma piacque a Edgar Morin che ne trasse spunto per il suo La tête bien faite.
Pensare però ha molto a che fare con il senso di pienezza, la stessa parola significa pesare, quindi nulla di strano se la testa vi può sembrare pesante per troppi pensieri.
Carichiamo la nostra mente di pesi tutte le volte che ci interroghiamo sul cambiare qualcosa nella nostra vita.
L'esigenza di cambiare è fondamentale per evolvere, per carità.
Ma non è sempre facile capire subito cosa cambiare e come farlo.
In più, ci sono alcuni pericoli insiti nell'attività del pensare sui quali vorrei riflettere con te.
La primissima cosa che puoi fare riguardo al pensare ai problemi e al come cambiare le situazioni è di non stare tutto il giorno a girarci intorno coi pensieri.
Hai fatto caso quanto piace agli esseri umani girare a vuoto nella loro mente pensando alle cose che non possono cambiare?
Non è certo per autolesionismo, è un meccanismo psicologico automatico, ma non per questo obbligatorio.
Dall'esterno si potrebbe pensare che certe persone preferiscano rimuginare pensieri problematici e di cambiamento piuttosto che agire, come fossero tendenzialmente pigre.
Ma l'etichetta della pigrizia secondo me non spiega al meglio questo comportamento, almeno per me che la pigrizia l'associo all'otium, e l'otium ha a che fare con le virtù.
C'è un altro dato significativo: finché stai lì a pensare a problemi e cambiamenti di sicuro non avrai a che fare nella pratica né coi problemi - che sono fastidiosi - né col cambiamento - che è molto faticoso - .
Sarà questo il motivo?
Un inconscio bisogno di evitare sofferenze reali, sacrificandosi a quelle mentali?
Certo, ci sono cose che non puoi cambiare.
Il tempo meteorologico non puoi cambiarlo e ti tocca arrangiarti con aria condizionata d'estate e riscaldamento d'inverno.
L'economia non la puoi cambiare e cerchi di ponderare le spese e gli investimenti.
E noi stessi?
Possiamo cambiare noi stessi?
Vediamo di arrivarci, alla risposta.
Pensare però ha molto a che fare con il senso di pienezza, la stessa parola significa pesare, quindi nulla di strano se la testa vi può sembrare pesante per troppi pensieri.
Carichiamo la nostra mente di pesi tutte le volte che ci interroghiamo sul cambiare qualcosa nella nostra vita.
L'esigenza di cambiare è fondamentale per evolvere, per carità.
Ma non è sempre facile capire subito cosa cambiare e come farlo.
In più, ci sono alcuni pericoli insiti nell'attività del pensare sui quali vorrei riflettere con te.
La primissima cosa che puoi fare riguardo al pensare ai problemi e al come cambiare le situazioni è di non stare tutto il giorno a girarci intorno coi pensieri.
Hai fatto caso quanto piace agli esseri umani girare a vuoto nella loro mente pensando alle cose che non possono cambiare?
Non è certo per autolesionismo, è un meccanismo psicologico automatico, ma non per questo obbligatorio.
Dall'esterno si potrebbe pensare che certe persone preferiscano rimuginare pensieri problematici e di cambiamento piuttosto che agire, come fossero tendenzialmente pigre.
Ma l'etichetta della pigrizia secondo me non spiega al meglio questo comportamento, almeno per me che la pigrizia l'associo all'otium, e l'otium ha a che fare con le virtù.
C'è un altro dato significativo: finché stai lì a pensare a problemi e cambiamenti di sicuro non avrai a che fare nella pratica né coi problemi - che sono fastidiosi - né col cambiamento - che è molto faticoso - .
Sarà questo il motivo?
Un inconscio bisogno di evitare sofferenze reali, sacrificandosi a quelle mentali?
Certo, ci sono cose che non puoi cambiare.
Il tempo meteorologico non puoi cambiarlo e ti tocca arrangiarti con aria condizionata d'estate e riscaldamento d'inverno.
L'economia non la puoi cambiare e cerchi di ponderare le spese e gli investimenti.
E noi stessi?
Possiamo cambiare noi stessi?
Vediamo di arrivarci, alla risposta.
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venerdì 16 luglio 2010
Persone negative: una valigetta con sette attrezzi
Una risposta negativa, una frase detta allo scopo di ferirci, una situazione fastidiosa.
In questi frangenti scatta in noi un naturale bisogno di proteggerci.
Ma lo facciamo nel modo meno redditizio, seguendo il vecchio adagio la miglior difesa è l'attacco.
Nulla di più sbagliato.
Certo, tra miliardi di persone su questa Terra, si può accettare l'inevitabilità dei conflitti.
Ma non sono i conflitti in sé a causare problemi, bensì le reazioni emotive che si innescano a volte in modo inconsapevole.
Cosa puoi fare per affrontare persone negative, attacchi e situazioni conflittuali senza dare spazio al peggio?
Emozioni e intelligenza non sono più due termini in contrasto da parecchio, ormai, con buona pace di Cartesio.
Se provi ad assumerti la responsabilità della risposta alla negatività, farai un favore alla tua salute, al tuo benessere mentale, e impedirai l'innesco di meccanismi velenosi.
In questi frangenti scatta in noi un naturale bisogno di proteggerci.
Ma lo facciamo nel modo meno redditizio, seguendo il vecchio adagio la miglior difesa è l'attacco.
Nulla di più sbagliato.
Certo, tra miliardi di persone su questa Terra, si può accettare l'inevitabilità dei conflitti.
Ma non sono i conflitti in sé a causare problemi, bensì le reazioni emotive che si innescano a volte in modo inconsapevole.
Cosa puoi fare per affrontare persone negative, attacchi e situazioni conflittuali senza dare spazio al peggio?
Emozioni e intelligenza non sono più due termini in contrasto da parecchio, ormai, con buona pace di Cartesio.
Se provi ad assumerti la responsabilità della risposta alla negatività, farai un favore alla tua salute, al tuo benessere mentale, e impedirai l'innesco di meccanismi velenosi.
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