sabato 23 marzo 2013
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La canzone di Gaber è meravigliosa, ma la sfumatura politica finisce qui.
Infatti, per destra e sinistra in questo post intendo le mani, e la tendenza dell'essere umano a usare l'una o l'altra.
È un'evidenza incontestabile il fatto che quasi il novanta per cento delle persone sia, come si suol dire, destrimane, mentre la piccola percentuale restante ha visto la sua manualità svilupparsi a sinistra.
È nello sviluppo infantile che la dominanza di una mano emerge, ci dicono gli scienziati, ma le loro conoscenze certe finiscono qui, sebbene da secoli essi tentino di spiegarci come mai qualcuno usa la destra e qualcun altro la sinistra, senza grandi risultati.
Laddove le spiegazioni razionali latitano, ecco che proliferano le favole, accanto a pochi fatti sicuri.
Vediamone alcuni insieme, ma prima aggiungiamo che non esiste una totale preferenza per la destra o la sinistra nelle persone: molti destrimani preferiscono fare alcune cose con la sinistra, cose anche molto quotidiane come avvitare la moka, girare le pagine dei libri, sollevare la tazzina di caffè, e lo stesso vale per i mancini; inoltre, molti recenti studi registrano una sorta di corsa alla pari abilità delle due mani di pari passo con l'invecchiamento.
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sabato 16 marzo 2013
A che cosa serve la verità?
Siamo nel 2013 ma, esattamente come a cavallo tra gli anni settanta e gli ottanta - quando ero alle elementari - ancora oggi si fanno studiare ai bambini cose come l'estensione in chilometri quadrati di una regione o la lunghezza dell'Italia.
In realtà, questo tipo di dati possono avere un valore statistico, a fini compilativi, ma quasi sempre non hanno nulla a che fare con la verità.
E a questo punto ci si chiede: ma che cos'è la verità?
L'Italia è lunga 1300 km?
Può darsi, ma una misurazione simile non potrà mai veramente essere provata da qualcuno.
Con la fantasia che li contraddistingue, i bambini della scuola primaria - perché oggi le elementari si chiamano così - sentendo dei 1300 km fantasticano di attraversarli tutti.
Meno male che non possono farlo, altrimenti scoprirebbero che a volte sono di meno e a volte di più.
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sabato 23 febbraio 2013
Relazioni efficaci? Impara dal tango
Da tre anni prendo lezioni di tango argentino e il risultato mi sorprende.
Non parlo del livello di perizia, del fascino di questo ballo, della fantastica immersione in una vera e proprio cultura altra.
In realtà, cioè che mi stupisce è che, oltre a imparare a dove mettere i piedi, sto imparando moltissimo sul modo in cui voglio stare in contatto, su come voglio entrare in connessione, su come essere io ma nello stesso tempo sentirmi con l'altro.
Sulla pista e nella vita.
Non c'è relazione umana che non possa migliorare prendendo spunto dalla comunicazione durante la danza.
Genitori, partners, colleghi, amici, tutti coloro che in qualche modo entrano in contatto con altre persone possono guardare le loro relazioni con occhi diversi, prestati dal tango argentino.
Non parlo del livello di perizia, del fascino di questo ballo, della fantastica immersione in una vera e proprio cultura altra.
In realtà, cioè che mi stupisce è che, oltre a imparare a dove mettere i piedi, sto imparando moltissimo sul modo in cui voglio stare in contatto, su come voglio entrare in connessione, su come essere io ma nello stesso tempo sentirmi con l'altro.
Sulla pista e nella vita.
Non c'è relazione umana che non possa migliorare prendendo spunto dalla comunicazione durante la danza.
Genitori, partners, colleghi, amici, tutti coloro che in qualche modo entrano in contatto con altre persone possono guardare le loro relazioni con occhi diversi, prestati dal tango argentino.
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martedì 19 febbraio 2013
Malati di Facebook?
Vite che crollano, ricoveri clinici, dalle cinque alle dieci ore davanti allo schermo, perdita del lavoro, insonnia, smartphone impazziti...
Queste e altre descrizioni fanno parte dei racconti delle persone che negli ultimi tempi chiedono aiuto psicologico - o vi sono costretti - a causa di Facebook.
O meglio, l'ipotesi che si fa è che l'uso di Facebook per queste e tante altre persone sparse nel mondo stia diventando una malattia.
Ma che cosa c'è di vero?
Me lo chiedo e te lo chiedo evitare che anche la paura di ammalarsi di socialnetworkite si trasformi in paranoia e generi una sorta di caccia alle streghe.
Intanto, nel mondo della psicologia circola già un piccolo test per misurare il grado di infezione da Facebook.
Sei domande, alle quali rispondere con una scala di risposte: molto raramente, raramente, qualche volta, spesso, quasi sempre.
Le risposte vanno date in riferimento all'ultimo anno.
Ed ecco le domande:
Queste e altre descrizioni fanno parte dei racconti delle persone che negli ultimi tempi chiedono aiuto psicologico - o vi sono costretti - a causa di Facebook.
O meglio, l'ipotesi che si fa è che l'uso di Facebook per queste e tante altre persone sparse nel mondo stia diventando una malattia.
Ma che cosa c'è di vero?
Me lo chiedo e te lo chiedo evitare che anche la paura di ammalarsi di socialnetworkite si trasformi in paranoia e generi una sorta di caccia alle streghe.
Intanto, nel mondo della psicologia circola già un piccolo test per misurare il grado di infezione da Facebook.
Sei domande, alle quali rispondere con una scala di risposte: molto raramente, raramente, qualche volta, spesso, quasi sempre.
Le risposte vanno date in riferimento all'ultimo anno.
Ed ecco le domande:
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