
Mi piacerebbe iniziare con una definizione dell'attacco di panico ma la quantità di informazioni su questo "fenomeno" è tanto vasta da sentirmi ridicolo al solo pensiero di aggiungermi al "coro", perciò mi limito per ora al solo link informativo.
L'affermazione che più mi colpisce, nel mare di discorsi su questo disagio, è quella sulla sua natura di male dei nostri tempi.
Intanto, la stessa cosa si sente dire anche per la depressione, quindi viene da chiedersi quanti mali abbia il nostro tempo.
Inoltre, se davvero fosse un male dei nostri tempi allora tutti i tempi hanno avuto i loro mali quindi il mondo procede in modo del tutto naturale, un tempo c'era la peste...
Chi vuol esser più preciso dice che gli attacchi di panico hanno rilevanza statistica notevole perciò meritano tutta l'attenzione.
Purtroppo non esistono statistiche per i secoli passati ed è impossibile fare confronti per determinare l'esatta rilevanza statistica: la statistica, come metodo d'indagine, non esisteva.
Ad essere aumentati sono i rilevatori statistici, medici e ricercatori: non vorrei che all'attacco di panico tocchi la sorte della criminalità, in calo se paragonata a secoli passati ma che - amplificata dal maggior numero di fonti di informazione - sembra in aumento.
La psicopatologia odierna sta affinando i suoi criteri e suggerisce una differenza: l'attacco di panico è l'episodio connotato da certi sintomi, il disturbo da panico è la ripetizione di numerosi attacchi con una certa periodicità in un certo lasso di tempo.
Questa "creazione" del disturbo da panico è una vera e propria "magia" resa possibile dalla natura instabile del fare diagnosi.